Non deve essere stato un buon inizio di anno questo per la Sony, nee nee. Dopo gli exploiteren del team fail0verflow e quelli di Geohot che hanno di fatto ridicolizzato i sistemi di sicurezza messi “om te waken” di PS3, il buon Geohot qualche giorno addietro aveva esternato la sua preoccupazione che la Sony non se ne stesse con le mani in mano. Ed in effetti George è stato profeta in patria; sul suo sito infatti il noto hacker ha dato notizia di aver ricevuto una proposta di Beperkende Verordening per mano dei legali di Sony.
Inutile dire che in rete non si parla d’altro, tenminste tot nu toe. Van de overige, iets Sony doveva pur fare dopo i timidi comunicati stampa di qualche giorno addietro nei quali la grande S si diceva a conoscenza dei “problemi” (e chiamali problemi!) causati dagli hackers e di essere al lavoro per tappare le falle con diversi aggiornamenti software. In elk geval, la situazione è parecchio interessante (dal punto di vista del precedente legale ovviamente) visto che già una volta il buon Hotz è riuscita a farla franca, finendo addirittura per legalizzare de Jailbreak (per quanto concerne gli iPhone ovviamente!) negli Stati Uniti.
Ed in effetti sono parecchi quelli che vedono delle assonanze tra il caso Appel ed il caso Sony; del resto è anche vero che “se io compro dell’hardware in teoria dovrei esser libero di farci ciò che voglio”, almeno questo è quello che pensa la maggior parte della gente, tra cui il sottoscritto. Ed è altresì vero che spesso e volentieri le major si sono dimostrate ottuse nel non ascoltare la voce dei suoi più fedeli acquirenti ed utilizzatori. Curioso poi se si pensa che tutto questo pandemonio è scaturito dalla decisione di Sony di rimuovere la possibilità di utilizzare Linux sulle PS3, che era uno dei motivi per i quali la console Sony è rimasta inviolata fino ad oggi.
E paradossalmente c’è chi sostiene, dopo aver dato uno sguardo alle “carte legali” ricevute da Geohot, che in fondo molte delle affermazioni fatte dai legali in quella sede sono del tutto gratuite o tirate per le orecchie, perchè il giovane hacker avrebbe anche usato per i propri esperimenti anche dei tool liberamente distribuibili e che “girano” proprio sotto quel Linux successivamente rimosso dalla Sony. Non c’è dubbio che la questione sarà comunque molto delicata, anche se Hotz ha già fatto sapere che i suoi legali sono al lavoro per smontare una per una le accuse che gli vengono mosse. Occorre anche aggiungere che lui stesso si è sempre detto contrario alla pirateria ed infatti anche il suo ultimo lavoro, il custom firmware 3.55 aveva le famose syscall peek e poke (che consentono l’uso dei backup manager) disabilitate.
In rete il proscenio è spaccato in due; da un lato ci sono i sostenitori di Hotz che lo venerano come una sorta di messia, un genio, e che lo incitano a continuare i propri “sforzi”, dall’altro invece ci sono i detrattori del giovane che lo considerano solo un egocentrico sempre pronto ad appropriarsi di meriti altrui. Quale che sia la verità è indubbio che il ragazzo ha talento da vendere e soprattutto dimostra una freddezza ed una lucidità disarmante per uno della sua età. Mantenere la calma dopo essersi visti citati dalla Sony non deve essere proprio una cosa piacevole ma è anche vero che chi fa il suo “mestiere” un pò queste cose se le aspetta, specie dopo aver fatto lo spaccone invitando i colossi del gaming mondiale a mettersi in contatto con lui per rendere sicure le loro prossime console.
Insieme a GeoHot sono stati citati anche alcuni membri del team fail0verflow che in questo momento preferiscono non rilasciare ulteriori dichiariazioni sulla vicenda, almeno fino a quando le acque non si saranno calmate. Quello che è certo è che adesso la “scène” sarà sicuramente più tranquilla e, dopo i toni trionfalistici degli ultimi tempi, magari si tornerà a lavorare nell’ombra. Sembra infatti difficile che il lavorìo di questi giorni si interrompa di botto. E Voi che doet compenseren? Chi avrà la meglio in questo braccio di ferro, de Sony o gli hackers?












