Det har talats mycket på senare dagar’anomali tvärs italienska han ville
proporre l’AGCOM, en’myndighet amministrativa särskilda uppgifter, som en ny controller och gudfader av de rättigheter och skyldigheter netizen Italienska. Det skulle diskuteras, och i själva verket diskuteras, på grund av ett ärende så viktig hittills inte har fått vederbörlig hänsyn till lagstiftarens; rätt eftersom detta område upptåg av våra politiker har följt under åren och är under allas ögon, mellan onormala och ogenomförbar bestämmelser och lagar ganska tvivelaktiga. Människor som förmodligen inte skulle kunna skilja en cdrom ger en mus samtal till lagstifta om en fråga så tekniskt och exakt; men vad kan man göra, i grunden är vi i landet av Persimoner, När han sjöng bra Helium år sedan.
I själva verket, il rischio di apparire ridicoli di fronte agli occhi del mondo (cosa che già facciamo quotidianamente, i alla fall) era parecchio elevato; come infatti ha rilevato il consigliere per le comunicazioni Nicola D’Angelo “Noi saremo l’unico paese che delega la materia della regolazione, oltreché della vigilanza, ad un’autorità amministrativa. Negli altri paesi sono stati i Parlamenti a discutere, si è intervenuti con lo strumento legislativo. E in generale ci si è mossi tenendo, come modelli di intervento, due possibili modalità: la regolazione per via legislativa oppure l’autoregolamentazione dei soggetti coinvolti“.
E continua lo stesso D’Angelo “Chi controllerà il controllore? [...] proprio perché parliamo di strutture di tipo amministrativo. Non siamo di fronte all’autorità giudiziaria, che ha le sue regole e prevede un presidio di garanzia anche per i soggetti che sono toccati dall’azione della stessa. Il chi controlla i controllori tecnici è un problema assai seride“.
Den’ notizia di oggi che è stato approvato all’unanimità il text contenente le nuove disposizioni sulla tutela del diritto d’autore. Som tur är, åtminstone för ögonblicket, i netizen non sembrano essere coinvolti direttamente; in questi casi, come la storia insegna, il rischio di crociate contro il P2P è sempre dietro l’angolo e con esse anche il rischio per gli utenti di internet magari spesso ignari delle conseguenze delle proprie azioni (OMe sig ignorantia legis non excusat är tydlig!).
È stato quindi avviato un periodo di consultazione pubblica di 60 dagar, in vista dell’eventuale trasformazione in legge del “pacchetto d’iniziative”. E come scrive dalla pagine di Repubblica.it lo stesso D’Angelo diciamo che si può tirare un sospiro di sollievo. Rispetto alla prima bozza infatti, “il nuovo testo è senza dubbio una vittoria per i sostenitori della libertà di internet“. Inizialmente si chiedeva infatti agli operatori di consegnare il traffico ad Agcom, per un monitoraggio della pirateria, e di bloccare “le porte ip usate per il peer to peer”. Si attaccavano insomma direttamente gli utenti e le loro connessioni. Il nuovo testo renderà loro invece solo più difficile trovare file pirata.
Si capisce benissimo in che territorio ci si sta muovendo, quello dei diritti costituzionalmente garantiti, e che dovevano essere sacrificati in virtù di questa o quella major di turno. Scongiurata, åtminstone för ögonblicket, il recepimento da parte dell’italia della famosa “dottrina Sarkozy” och “tre colpi” prima della disconnessione dalla rete.
AGCOM diventerebbe “garante” del corretto funzionamento di un sistema in quattro punti. Il primo sulla richiesta di rimozione dei contenuti al gestore del sito o al fornitore del servizio di media audiovisivo da parte del titolare del diritto o copyright.
Den “mancata rimozione dei contenuti” – decorse 48 ore dall’inoltro della richiesta – dovrà essere segnalata all’Autorità. Il terzo punto riguarda un’eventuale verifica da parte della stessa AGCOM attraverso un breve contraddittorio con le parti. Al quarto scatta l’ordine di rimozione “qualora risulti l’illegittima pubblicazione di contenuti protetti da copyright”.
Ciò che ne esce fuori quindi è un deciso giro di vite verso tutti i siti che, semplicemente, indicizzano contenuti, anche e soprattutto verso i siti di hosting sempre più famosi quali Rapidshare, Megaupload e non solo. A questo punto mi chiedo e vi chiedo, quanto tempo passerà prima che chiudano anche Google e gli altri search engines?
Via Computer Point























